Marigré for the planet!

Marigré for the planet!

In questo “particolare” momento storico, abbiamo avuto la fortuna di conoscere una bella realtà, tutta torinese, che ha fatto del rispetto dell’ambiente il principio cardine delle proprie creazioni.
Marigré nasce dall’unione professionale di mamma e figlia, Marina e Georgia (di cui troverete una intervista a fondo articolo), due donne dal diverso background ma accomunate dalla stessa visione dello stile e della femminilità, e dalla volontà di offrire un prodotto etico in un settore, quello della moda, che per lungo tempo ha mancato di responsabilità e rispetto nei confronti dell’ambiente/pianeta.
 
Fortunatamente, oggi la moda sostenibile non rappresenta più un concetto azzardato o di difficile attuazione e Marigré può contare sulla collaborazione di aziende fornitrici che hanno abbracciato i medesimi principi, con il fine ultimo di dare il loro apporto alla riduzione delle emissioni di agenti inquinanti nell’ambiente.
Marina e Georgia ci presentano una deliziosa collezione di maglieria dallo stile (perdonateci il linguaggio un po’ poco professionale !) “sempre-verde”, versatile e mai “fuori dalle righe”, con modelli e colori morbidi e delicati.
Avete presente quando guardate un capo e pensate: “Oddio ma che cariiinoooo!!! Deve essere come indossare una nuvola!!!”?
Ecco, più o meno è quanto abbiamo detto tutte noi guardando la collezione!

    
Oltre alla maglieria (di cui queste immagini solo solo un piccolo “assaggio”), Marigré presenta anche una piccola capsule home decor di cuscini e coperte, ovviamente realizzate entrambe con un’impronta ecosostenibile.
 
Vi invitiamo davvero con tutto il cuore a scoprire il mondo di Marigré su https://www.marigre.com/
e sulle loro pagine social
E, intanto, che ne dite di dedicare ancora qualche minuto a quello che le splendide Marina e Georgia ci hanno raccontato di loro?
Sappiamo che avete formazione e background diversi: ci raccontate di cosa vi siete sempre occupate prima di intraprendere questa avventura?
Marina – Io nasco praticamente “in un maglificio” in quanto i miei genitori già erano nel settore, per cui mi sono fatta le ossa a partire dall’ adolescenza.
Dopo la fine degli studi sono entrata in azienda occupandomi della realizzazione di capi richiesti dal mercato americano per i Department Stores, e della progettazione di una collezione di articoli sportivi per il mercato europeo.
Negli anni ‘80 ho intrapreso la strada del Designer, diventando Product Manager di grandi Griffe come Dior, Fendi e per ultimo Valentino, dove ho lavorato per 26 anni, esperienza terminata nel 2019.
Georgia – Dopo essermi laureata in Economia e Commercio e un periodo in comunicazione ufficio stampa a Milano, ho deciso di cambiare strada e di rimettermi a studiare per seguire un grande mia passione: l’interior designer.
Progetto case e spazi commerciali felicemente da 9 anni.
Quello che più mi piace è la parte creativa del lavoro, qualunque esso sia. Non bisogna mai smettere di sognare in grande.
Lavorare insieme era nei vostri progetti da sempre o è accaduto “per caso”?
Georgia – abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto. Siamo una madre e una figlia un po’atipiche perché abbiamo la fortuna di aver condiviso, e voluto condividere, tante esperienze insieme. Il nostro è un rapporto paritario, rispettoso e trasparente: ottime premesse per creare in due qualcosa.
Non è stato programmato nel tempo, non è accaduta neanche per caso: è semplicemente venuto naturale da una chiacchierata l’idea di mettere su un brand a quattro mani. Come se fosse da sempre nell’aria e lo avessimo realizzato tutto d’un tratto.
I vostri rispettivi ruoli sono ben distinti e definiti all’interno del progetto?
Marina – I nostri ruoli sono assolutamente definiti su carta in quanto io, avendo esperienza di maglieria e abbigliamento, mi muovo più facilmente presso le nostre filature, all’interno dei maglifici e con la parte produttiva, ma alla base di tutto c’è tra noi una grande complicità e affinità di gusti per cui tutte le decisioni di stile, di colori, di progettazione vengono prese insieme e di comune accordo.
Georgia si è occupata e si occupa dell’e-commerce, della parte commerciale e di tutto ciò che è comunicazione. Oltre a seguire la piccola capsule di home decor, voluto fortemente da lei per inserire anche un po’ del suo mondo di interior designer.
Essendo di due generazioni diverse, siamo molto attente alle esigenze delle donne che rappresentiamo, più o meno giovani.
Ci consideriamo una bella accoppiata!
Quando e come è nata l’idea di fondare il vostro progetto sul valore del rispetto per l’ambiente?
Marina – L’idea di progettare una collezione sostenibile è stata sia conseguenza della politica adottata dalla Valentino, mia ultima esperienza lavorativa, che fa parte di Green Peace, che prevede l’eliminazione di sostanze chimiche e tossiche per la produzione, sia dalla nostra consapevolezza di quanto spreco e consumo di risorse naturali produca l’intero settore moda ogni anno.
Con un acquisto consapevole e durevole nel tempo, tutti noi possiamo aiutare il nostro Pianeta a sopravvivere e ad avere meno capi da smaltire annualmente, riducendo l’inquinamento.
Inoltre, grazie ai filati riciclati contribuiamo al recupero di una parte di essi.
Trovate che perseguire questi valori nel mondo della moda incontri ancora qualche ostacolo, di varia natura?
Georgia – Secondo noi non ci sono ostacoli nella moda che non permettano di perseguire questi valori, ma ci vorrebbe più sensibilizzazione verso i clienti da parte dei brand che dovrebbero proporre collezioni con tessuti e filati sostenibili.
Sicuramente è ancora molto difficoltoso trovare dei materiali ecosostenibili ed organici (la maggioranza dell’offerta non lo è ancora) ma siamo assolutamente certe che siamo sulla strada giusta e che il mercato è in evoluzione in tale direzione. 
Speriamo in un prossimo futuro! 
Georgia, immaginiamo tu abbia respirato “aria di moda” fin da piccola… Cosa pensavi guardando Marina, quando eri piccola?
Mia madre ha sempre lavorato in questo settore e devo ammettere che da bambina non mi andava tanto giù perché è un ambito che richiede molto impegno e molto tempo via da casa. Quindi no, non ne ero affascinata.
Ho iniziato a cambiare idea da adolescente. Appena ha potuto, mia mamma mi ha portato con lei nelle retrovie delle sfilate di Parigi, o nei suoi viaggi meravigliosi a New York, facendomi immergere in questo folle mondo e vivere esperienze uniche.
A quindici anni, ad esempio, aiutavo le modelle nei cambi d’abito e nelle uscite per le mini sfilate organizzate per i clienti americani. Quel periodo mi ha unito ancora di più a lei.
Marina, come è cambiato il mondo della moda in questi anni? Ci sono stati dei momenti nella tua carriera durante i quali hai rischiato di “disinnamorarti”?
Da quando ho iniziato, negli anni ’80, il mondo della moda è molto cambiato: le collezioni avevano i loro tempi per la ricerca, per la progettazione, per la realizzazione dei capi che rappresentavano il meglio in qualità e confezione.
Le collezioni erano due, stagionali, e tutti gli operativi che ruotavano intorno alla Griffe o al Brand lavoravano con tempi assolutamente più lunghi.
Oggi, purtroppo, tutto il sistema moda è basato sulla frenesia, frenesia nel realizzare 4/5 collezioni all’anno sempre più ravvicinate, proporre Flash di capi pronti, di anticipare sempre di più le consegne alle boutique per avere la possibilità di vendere sempre di più.
Tutto questo va a discapito della qualità e della percezione del prodotto, che non riusciamo più ad apprezzare, a vivere perchè superato e obsoleto in breve tempo.
Ben vengano le parole di Giorgio Armani e speriamo che davvero possano fare la differenza.
No, non mi sono mai disamorata del mio lavoro, di questo Mondo della Moda frenetico ma adrenalinico che mi ha dato tanto in emozioni e sensazioni.
Oggi sicuramente è tutto più difficile, più accelerato ma il risultato è sempre entusiasmante.
Noi non possiamo che ringraziare Marina e Georgia per i preziosi spunti di riflessione che ci hanno dato e vi invitiamo a conoscere il mondo di Marigré.
A presto!
FONTE: Colletti Rosa